LO SCORSO APRILE VIDI QUESTO SPETTACOLO AL TEATRO VITTORIA DI ROMA: GENIALE! SPERO CHE ARRIVI A MILANO MOLTO PRESTO. ECCO UNA TRACCIA PER CAPIRE DI COSA SI TRATTA. VEDRETE, VI FARA' IMPAZZIRE....
All’inizio erano Catherine Sloper e Morris Townsend, una ricca ereditiera di New York e un cacciatore di dote, protagonisti di “Washington Square” di Henry James pubblicato nel 1881. Nel 1949 Hollywood e la Paramount ne fecero un film, “L’ereditiera” diretto da William Wyler e interpretato da Olivia De Havilland e da Montgomery Clift. Nel 1982 Annibale Ruccello, grande autore napoletano scomparso prematuramente, coadiuvato da Lello Guida, trasferì la vicenda nel golfo di Sorrento e i protagonisti diventarono Caterina Morlicchio e Felice Sciosciammocca, contornati da personaggi pittoreschi e tra questi la maschera campana per eccellenza, il “candido” Pulcinella. Ma veniamo ai giorni nostri e parliamo di Arturo Cirillo, giovane attore e regista di grande talento, che ha deciso di riproporre “L’ereditiera” con la compagnia del Nuovo Teatro Nuovo di Napoli, uno Stabile d’innovazione, laboratorio attivissimo di sperimentazione teatrale. Cirillo, artista formatosi con la guida di un maestro come Carlo Cecchi, a proposito dell’opera di Ruccello dichiara: “Questo strano testo, pieno di musica e canto, è un continuo andirivieni tra passato e presente. Ci si entra come fosse un giallo e se ne esce senza né l’assassino né il cadavere, il maschile scivola nel femminile e viceversa, è un dramma travestito da farsa”. Dramma e farsa, commedia romantica e pochade che si deformano e trasformano in un divertentissimo esercizio di stile che usa la musica, le canzoni, la recitazione, i doppisensi, i costumi e i travestimenti, per un travolgente viaggio tra generi come la sceneggiata, la telenovela, il musical, il balletto, l’avanspettacolo, la commedia dell’arte. La musica e le canzoni, parte imprescindibile del testo, comprendono la roboante sigla della major cinematografica statunitense, “Voce ‘e notte” di Nino D’Angelo, un’aria della “Traviata”, “Mediterranean sundance” di De Lucia-Di Meola, “Zappatore”, “Sotto ‘e cancelle” di Angela Luce, il leit-motiv di “Via col vento”, “Renato” di Mina, oltre ai brani originali di Francesco De Melis. Uno spettacolo di buon livello, una serata di risate che lasciano un retrogusto amaro pronto a dissolversi in una successiva riflessione.


